Mal riuscito, l'Appia tornò a Napoli dond'era venuto, e dove ingloriavasi della conversione del marchese Cresi, e gli succedette Giovanni Simpson, che aprì scuole di poveri fanciulli, massime presso la chiesa della Gancia, divenuta famosa come primo focolajo della rivoluzione, o piuttosto delle rivoluzioni. Le scuole protestanti furono dal Governo autorizzate a radunarsi ed esporre i cartelloni, e popolaronsi coll'allettamento d'alquanti centesimi; mentre la timidezza, consueta negli onest'uomini, distoglie dall'opporvisi, e fa piegare la testa sotto al flagello. Ogni stampa alquanto franca a difendere il vero è resa impossibile quanto ogni associazione, atteso le paure che dominano e l'artifizio di tacciarle di trame contro un ordine politico, che si sa non esser amato. Pure gli Evangelici non v'erano favoriti dalle circostanze che avvertimmo in Napoli; i giornali nel loro senso, come Il Martello dei preti, Lo Specchio della verità, non durarono, e dovettero confondersi coi politici; sebbene non mancassero apostati che, come accade, inviperivano contro preti e frati ai quali erano appartenuti; e sebbene il Governo e i municipj travagliassero in ogni guisa il culto avito. Le chiese principali, fino il San Domenico, arricchito di trentadue monumenti di illustri siciliani, si videro conversi in caserme o in pubblici ritrovi o in sale d'esposizione; le sacre immagini delle vie furono abbattute: ma il popolo, di cui conculcavasi il sentimento mentre poc'anzi se n'era chiesto il suffragio, vi sostituì stampe e immagini a centinaja, massime al frequente ricorrere de' flagelli o naturali o umani, che fanno deplorabilissima quell'isola, sì degna d'invidia.
Milano, da cui uscirono le più sozze oscenità di libri, di teatro, di figure, emula Torino per gli scritti contro la fede; lascia insultare a' suoi prelati, e il Pantaleo montar sul pulpito della sua metropolitana con una scala a piuoli; scala del popolo (diceva) a differenza dalla scala de' Farisei.
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