Sarà molto bella; gotica; la porta maggiore e parte della facciata di marmo bianco; fu costruita per contribuzioni de' Protestanti residenti a Napoli, sopratutto degli Svizzeri; un famoso banchiere vi concorse con ottantamila franchi.
«Dove il protestantismo mi sembra aver propriamente vantaggiato è nell'opera delle scuole. In ogni città di qualche importanza è stata fondata una, ed ordinariamente è ben riuscita: quella di Napoli conta cinquecento allievi, e l'opinione la designa per una delle migliori della città.
«In quanto alla Bibbia, gl'Italiani poco ne usano; non è un popolo che legga molto. Tutto computato, i successi del protestantismo sono discreti. Quanto ai preti patrioti di Milano, alla società di mutuo soccorso di Firenze, alla emancipatrice di Napoli ed alle annesse del clero emancipato, dirò che i preti liberali dell'alta Italia e della media, senza esser perseguitati dall'autorità episcopale si sono indeboliti e diminuiti, e oggi sono obbligati di riunirsi alla società emancipatrice di Napoli, la sola restata in vigore. N'è capo il padre Prota, domenicano sui trentacinque anni, che tiene sedute nel capitolo del convento di San Domenico Maggiore: e a dispetto de' superiori e della Minerva di Roma, professa due principj fondamentali: restar cattolico col papa, andare a Roma con l'Italia. In conseguenza non volge al protestantismo; proclama energicamente il suo amore per l'unità all'ombra della cattedra di san Pietro, e grida, Viva il papa! abbasso il papa-re! Le idee di questi ecclesiastici e del padre Prota specialmente, sono liberissime in fatto di disciplina: nel loro giornale si parla del clericume, del pretume, degli ozianti, delle cappuccinerie come nei giornali laici, e forse in tono più deciso; si denunciano gli abusi de' conventi, si pubblicano fattarelli di scheletri, di fanciulli, di monachelle, degni di Diderot.
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