«Gli austeri protestanti sentono profonda antipatia per lo spirito de' preti liberali. Al grosso del popolo non si dirigono ancora gli sforzi continuati della Società emancipatrice: i predicatori che vengono da lei, come il prelato Santaniello, sono festeggiati dalla folla, ma in qualità di patrioti: sicchè il riformatore religioso rimane in ombra».
Anche testè l'Eco di Firenze sconfortavasi del poco successo dell'evangelizzazione, rimasta finora in una sfera elementare e superficiale, e non trovar negli Italiani quelle buone disposizioni che si speravano; la guerra che vi si fa al prete è più ch'altro politica, onde secondar il Governo e il parlamento: il cristianesimo ripongono in una continua contraddizione al clero; sicchè i predicanti si limitano ad emancipar il popolo dai preti, e sgrossarlo dai pregiudizi volgari; e si errò nell'affidar una chiesa o un'opera di evangelizzazione a taluno, sol perchè nemico de' preti e dotato di qualche capacità letteraria.
Il maggio 1867 la Chiesa valdese teneva l'annuo sinodo alla Torre, di cui pubblicaronsi gli Atti638. Consacrato il nuovo tempio, udita la predica del professore Rivoir, il corpo de' pastori impose le mani a Carlo Malan, candidato evangelista a Pisa: e fra le decisioni prese fu che possibilmente l'evangelizzazione si facesse per mezzo di operaj itineranti; e poichè le varie loro stazioni costituendosi in chiese, e nominatamente la fiorentina, che sarebbe la xvii, domanderanno d'esser ammesse come parrocchie della Chiesa valdese, se ne determinino le norme.
Quanto all'evangelizzazione, congratulavansi del suo estendersi, provato dagli operaj accorsi da tutti i punti della penisola. Da quegli atti appare che John Henderson, il quale nell'interesse di quella Chiesa contribuiva ogni anno 750,000 lire, morendo vi fece il lascito di 125,000 lire.
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