«Informerà tutti dei diritti che ciascun cittadino può e deve avere, quali sono: libertà di coscienza e di culto, inviolabilità di persona e di domicilio, libero diritto d'associazione, istruzione gratuita ed obbligatoria, suffragio universale, stampa libera, armamento nazionale.
«La società, forte dei diritti naturali civili, politici, sociali, riconosciuti e garantiti pur dalle leggi, intende operare energicamente, e disporre di tutti quei mezzi che troverà convenienti e sicuri a raggiungere l'alto suo fine, che è il ristabilimento del progresso morale, politico, sociale; mezzo unico a pervenire all'umana rigenerazione».
Non si tratta dunque più di rivestire l'incredulità con formole mistiche, siccome in Fourier o Saint-Simon, o di relegar Dio di là dalle latitudini accessibili alla conoscenza; ma gli si intima «Vattene dal tuo regno»: si nega la coscienza: riguardansi come quistioni oziose l'anima o l'immortalità, come ipotesi per lo meno superflua la creazione; è l'ironia succeduta all'oltraggio; è la comodità del non credere senza tampoco esaminare, eppure straziar di sarcasmi chi pensa altrimenti; a un popolo soffrente non parlar più d'un padre e d'un giudice, e alla sociabilità, alla simpatia, alla solidarietà affidar l'incarico d'asciugare tutte le lacrime; e far sottoscrivere di non tornare neppure in morte alla religione di nostra madre, della nostra famiglia.
Noi cattolici siam fortunati di essere costretti a difendere ciò che v'ha di grande, di sacro, di nobile: ma il fatto spiacque anche agli Evangelici, e da Milano scriveasi all'Eco di Firenze: «Alcuni corrispondenti di giornali religiosi avevano fatto credere in Inghilterra che la società dei Liberi Pensatori avesse posto salde radici in Italia, e Milano ne fosse il centro, dove contasse sessanta mila adepti.
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