Negato ogni ordine sopranaturale, ogni autorità teocratica, mette come legge universale il continuo progresso e la successiva trasformazione. Il Dio d'un'epoca è sempre falso per rispetto ad un'altra più colta. - Dio del secolo nostro è la scienza. - Dio non lo pensiamo in quanto esiste, ma esiste in quanto lo pensiamo. - Il Dio di ciascuno è la personificazione del proprio ideale: onde tutte le variazioni che succedono in questo avvengono in quello. - Dio, providenza, natura è tutt'uno. - Nelle credenze occorre un'affermazione, ma è affermazione di una possibilità, non d'una realtà. - Sarebbe tempo di finirla con tante pie favole circa la natura di Dio, le sue persone, le sue idee, i suoi amori, i suoi voleri, i suoi atti. Il criticismo ha dimostrato che le essenze e le sostanze ci sono affatto sconosciute e inconoscibili. Gli uomini civili del secolo XIX non sono disposti a credere se non quello che intendono. - De' suoi futuri destini l'uomo non ha, e non può avere alcuna conoscenza certa e positiva: la vita avvenire, agli occhi della ragione, è un vago presentimento, un'aspirazione ideale, una certezza istintiva, ma non una teoria655. «Quel desiderio che per se stesso vi pare disordine e tormento, è insomma il carattere più nobile e sublime dell'uomo: giacchè, se gli togliete l'aspirazione all'infinito, voi lo disgradate, distruggete l'uomo per farne un bruto. Lo stimolo incessante di un bisogno che non sarà mai appagato ed estinto, è ciò che costituisce la vera grandezza e dignità dell'uomo ciò che lo rende educabile, perfettibile e progressivo senza fine».
E poichè può far senza della religione chi riesca a contenere la propria ragione dentro i limiti precisi della conoscenza scientifica, e interdica a se stesso ogni ricerca, ogni aspirazione ulteriore, vuole che gli Italiani siano «onesti senza temer inferno o sperare paradiso, generosi senza essere nè cattolici, nè cristiani, nè ebrei».
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