Restaurati gli antichi principi, le loggie si ridussero secretissime, e appena qualche vestigio ne trapela ai momenti di politici sussulti. Ma il fatto loro capitale fu il trasformarsi nella carboneria. Questa nacque, o piuttosto da paesi forestieri fu trapiantata fra i boschi della Calabria, per opporsi alla smisurata ambizione dei Napoleonidi; e Murat, spintovi dal ministro Maghella, seppe valersene al concetto che gli spumeggiava in capo di farsi re indipendente di tutta Italia.
Egli ne rimase vittima; i Carbonari sopravvissero, e si restrinsero in cospirazione politica, dissimulata sotto le formole di vendita, di barracca, di carbone, di ceppo, di fornace, di minestra. Sono abbastanza conosciute le iniziazioni, il catechismo, la coccarda di azzurro, rosso e nero, e le sceniche apparenze sotto cui celavansi gl'intenti sovvertitori; perocchè tutta la nostra generazione ne fu partecipe o martire.
Ancona e Bologna erano centro di quelli degli Stati Pontifizj, che raccomandavansi per mezzo di carte da giuoco con segni convenzionali; e che presto cominciarono il terribile giuoco del pugnale. Nel 1817, credendosi imminente la morte del pontefice, si strinsero i nodi, moltiplicaronsi scritture contro il governo papale, e accolte e giuramenti. Il cardinale Consalvi ministro di Stato avvertiva Metternich della trasformazione: il carbonarismo esser ancora sparpagliato, ma l'evenienza più vulgare potea riunirlo: nol credesse un vano sbigottimento da prete: la rivoluzione aver cambiato tattica; e non assale più a mano armata i troni e gli altari, ma li scalza con calunnie incessanti; semina odj e diffidenze fra governati e governanti; rende odiosi gli uni compassionando gli altri: sicchè un giorno le monarchie più antiche, abbandonate dai loro difensori, si troveranno all'arbitrio d'alcuni bassi intriganti, ai quali oggi nessuno degna badare.
| |
Calabria Napoleonidi Murat Maghella Italia Carbonari Bologna Stati Pontifizj Consalvi Stato Metternich
|