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      Per giungervi senza rovesci che ritardino per secoli la riuscita della buona causa, non bisogna badare ai nebulosi Tedeschi, ai vanitosi Francesi, ai tristi Inglesi che s'immaginano uccidere il cattolicismo chi con una canzone oscena, chi con una deduzione illogica, chi con un grossolano sarcasmo. Il cattolicismo ha vita ben più tenace: ha veduto nemici più terribili e implacabili; ed ebbe spesso il piacere di asperger d'acqua santa le loro tombe. Lasciamo dunque che i nostri fratelli di colà s'abbandonino alle sterili intemperanze del loro zelo anticattolico; lasciamoli beffarsi delle nostre Madonne e della nostra esterna devozione: la quale ci sarà di passaporto per cospirare al nostro intento.
      «Il papato è da sedici secoli inerente alla storia d'Italia: l'Italia non può respirare, non muoversi senza beneplacito del sommo pastore: con lui essa ha le cento braccia di Briareo; senza lui, ridotta a impotenza deplorabile, non ha che divisioni da fomentare, rancori rinascenti, ostilità dall'Alpi all'estremo Apennino. Ciò non possiamo voler noi; bisogna cercarvi un rimedio, e l'abbiamo. Il papa non verrà mai alle società segrete: le società segrete facciano il primo passo verso la Chiesa. Non vi basta un giorno nè un mese o un anno: può volersene molti, fors'anche un secolo: ma nelle nostre fila il soldato muore, il combattimento prosegue.
      «Guadagnar i papi alla nostra causa, farne proseliti de' nostri principj, apostoli delle nostre idee sarebbe sogno ridicolo; e comunque volgano i casi, se anche cardinali e prelati siano entrati ne' nostri arcani, non è una ragione per desiderarli elevati alla sede di Pietro: quest'elevazione ci rovinerebbe, poichè sola ambizione gli avrebbe condotti all'apostasia; il bisogno del potere li forzerebbe ad immolarci. Quel che dobbiamo domandare e aspettare è un papa secondo i bisogni nostri.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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