Alessandro VI co' suoi delitti privati non ci converrebbe, perchè mai non errò in materia religiosa: bensì un Clemente XIV sarebbe il caso nostro, perchè a mani e piedi legati si consegnò ai ministri de' Borboni di cui avea paura, agli increduli che vantavano la sua tolleranza, e l'hanno esaltato come un gran papa. Se un siffatto capitasse, cammineremmo più arditi all'assalto della Chiesa che non cogli opuscoli dei nostri fratelli di Francia o d'Inghilterra.
«A questo termine arriveremo di certo: ma quando? e come? Tutto è incognito, ma poichè nulla dee sviarci dalla traccia, vogliam qui darvi consigli da inculcar ai fratelli, senza che appaja essere ordini della Vendita.
«Poco è a fare coi vecchi cardinali e coi prelati di carattere deciso, della scuola del Consalvi: dalle nostre officine di popolarità ed impopolarità caviamo armi per render utile o beffardo il potere nelle loro mani. Una parola inventata abilmente, e diffusa in certe famiglie oneste, donde discenda nei caffè, e da questi nelle strade, può annichilare un uomo. Se un prelato giunge da Roma nelle provincie con pubbliche funzioni, sappiatene subito il carattere, gli antecedenti, le qualità, i difetti. È un nemico dichiarato, un Albani, un Pallotta, un Bernetti, un Della Genga, un Rivarola? avviluppatelo di lacci, creategli una reputazione spaventosa di crudele e sanguinario. I giornali forestieri raccorranno questi racconti abbellendoli: e voi mostrateli a qualche spettabile imbecille: con un giornale di cui non capisca la lingua, ma dove vedrà il nome del suo legato o del suo giudice, il popolo crede senz'altre prove. Schiacciate il nemico, qualunque e' sia; schiacciatelo colla maldicenza e le calunnie; e principalmente schiacciatelo nell'uovo. La gioventù bisogna sedurre, strascinare nelle società segrete.
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