Gli fu surrogato provvisoriamente Francesco De Luca, che professò non volersi affratellare colla rivoluzione violenta, nè servirsene ad intrighi egoistici: per le quali ragioni ne fu poi cancellato.
Quando Eugenio Sue co' suoi romanzi ebbe prodigato la calunnia e l'ira contro i Gesuiti e la religione, la loggia di Bruxelles gli mandò una penna d'oro. Nel ringraziarla, egli metteasi a cercare con quali mezzi si potrà osteggiare la fede e l'azione cattolica, e ne suggeriva tre: 1, propagare il razionalismo mediante un'associazione di persone che promettano rifiutare i sacramenti: 2, la propaganda dell'unità: 3, il protestantesimo in generale. Il primo si conseguì mediante l'associazione de' solidarj per la sepoltura civile: da questa si arriverà al battesimo civile; la libertà della tomba porterà l'emancipazione della famiglia e della società col battesimo e col matrimonio civile, fondando così la famiglia sulla negazione d'ogni legame religioso, anzi della fede.
E già sentesi l'effetto nell'indifferenza tra le varie maniere di riverire l'ente supremo. La Latomia, giornale della sètta, scriveva: «Il protestantismo non è che la metà della massoneria. Ormai bisognerà che esso o ritorni a' Cattolici, o si fermi a mezza via, o progredendo arrivi alla religione massonica». Di fatti avendo un neofito negato di riconoscere il Grande Architetto Dell'Universo, fu definito che ciò non facea difficoltà: e vi fu ricevuto perfino il notissimo socialista Proudhon673, il quale dichiarò doversi «giustizia a tutti, devozione al proprio paese, guerra a Dio». Il panteismo v'è proclamato, facendo tutt'uno il muratore, il murato, la muratura; l'operatore, l'opera, l'operazione674. Pertanto nel 1866 non s'iniziarono più Alla gloria del G. A. D. U., ma In nome della ragione e della fratellanza universale, e propongonsi di sottrarre l'umanità al giogo sacerdotale; sostituire alla fede la scienza; nel compimento del bene surrogare le austere soddisfazioni della coscienza alle pompose speranze di ricompense eterne: rimuovere dallo spirito la vana preoccupazione di una vita futura, e il feticismo d'una provvidenza soccorrevole.
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