Invano, come si ispirò sgomento per Mazzini, si vuole spargere il ridicolo sopra Garibaldi. Mito piuttosto che persona, stupendo agente di decomposizione sociale; ammirato pel dono di ispirar la gioventù e spingerla al sacrifizio, riprovato perchè si fa superiore alla legge: se non destarono stupore le iperboliche ovazioni fattegli a Londra fra una plebe che ogni anno brucia un fantoccio schiamazzando «Non più papa»; fra Anglicani che da lui ripromettonsi la distrazione della cattolicità; fra la massoneria mondiale che divinizzava la propria creatura, in un secolo che è costretto crearsi degli Dei per far senza Dio; a chi ci lesse non farà neppur meraviglia il vedere l'entusiasmo durare in un paese tutto cattolico qual è l'italiano, e che altrettanto non n'avea mai mostrato a nessuno fuorchè a Pio IX. E Pio IX, continuo bersaglio de' più abjetti suoi strapazzi, incaricava il professore Tonello: «Dica a Garibaldi che questo povero vecchio, ch'egli chiama il vampiro del Vaticano, gli perdona, e prega per esso, e anche stamattina ha detto messa per lui».
E per verità il gran nemico consolida il papato col far vedere quanto la quistione sia superiore ai mondani intenti, giacchè tutta la cristianità vi prende interesse, e mostrano venir a difenderlo fin quelli che cospirano per abbatterlo. Ma è ben da aspettarsi che l'accolta de' suoi adulatori lo sorpassi; e mentre la ciurma lo acclama Dio e Messia e Cristo679, e consacra la camera ove dormì a Palermo, e crede che la capanna della maremma ravennate ove morì sua moglie diverrà gloriosa come quella di Betlemme, il vulgo ricco, dotto e patrizio ne rincari le bestemmie, ne echeggi le provocazioni; e la stampa plebea denunzii i mali causati dalla religione, allora appunto quando la nazione più soffre di quelli cagionati dalla irreligione680.
| |
Mazzini Garibaldi Londra Anglicani Dio Pio IX Pio IX Tonello Garibaldi Vaticano Dio Messia Cristo Palermo Betlemme
|