Le bestemmie mistagogiche del Renan eccitarono a risposte il Passaglia, il Capecelatro, il Ghiringhello, l'Isola, il De Riso, il Delitala, il Grimaldi, l'Arnaldi, il Vitrioli e molti altri; dopo i quali la semplice lettura de' vangeli basta a convincerci che, al sommar de' conti, il nostro Cristo è migliore che non tutte coteste invenzioni.
Del resto la teologia ha una storia come l'altre scienze, ed è nobile esercizio dell'attività intellettuale il seguitarne le fasi; in che guisa gli atti della ragione umana s'applicarono al divino oggetto della rivelazione; con qual metodo queste verità furono esposte, spiegate, provate, combattute; qual nuova filosofia di Dio e dell'uomo ne origina: qual parte ha esercitato nell'incivilimento umano e nel progresso della società. Ma se si tornerà al bisogno del vero per altre vie, bisognerà bene che la teologia si atteggi al nuovo arringo, giustificando i fatti su cui fonda la sua autorità, a norma delle presenti condizioni dello spirito umano e delle profonde modificazioni che la controversia religiosa ora subì: alleandosi intrepidamente alla scienza per arrivare alla grande unione della fede, del raziocinio, dell'esperienza.
La predicazione si fece più austera che non avesse cominciato col Barbieri; e se possiamo citare pochi oratori che accoppiino familiarità e decoro, logica rigorosa ed eloquenza passionata, è consolante che in molti luoghi si tengono conferenze (Bausa, Franco, Perrone, ecc.) per trattare dottrinalmente i punti che gli avversarj gettano in pubblico. Si estesero le missioni, in cui pare che il sopravvenire d'un prete straniero a predicare e confessare ridesti le coscienze, assopite alla voce del parroco consueto.
Dalle altezze della filosofia come s'inizia l'errore così è necessario proceda e si rinfranchi la difesa della verità. Nè qui ci mancarono sommi ingegni.
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