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      Così pretendesi andar alla conquista della verità spogliandosi di parte delle armi che si possedono: a forza di sottigliezze si trae un codice di obbligazioni da un principio che non le racchiude: adopransi a turbare la ragione maggiori sforzi che non se ne vorrebbero a trarre dal buon senso facili regole, e revocare gli spiriti a se stessi, cioè al bene. Iddio ha dato all'uomo pensiero, libertà, amore, diverse e stupende realtà, colle quali mira alla realtà infinita; a Dio che è luce alla ragione, oggetto all'amore, scopo alla volontà, che egli fece, ma che non costringe.
      Principio della filosofia è, la ragione esser capace di discerner il vero nell'ordine morale, e quel complesso di massime che costituiscono la religione naturale. La religione riconosce questa forza alla ragione: sol nega che essa sia sovrana: onde può benissimo associarsi colla filosofia, purchè questa convincasi che la religione è divina, che non si compone di tesi discutibili una a una, ma d'un accordo di dogmi rivelati dalla verità eterna in un libro sacro, affidato a un'autorità viva e infallibile. La filosofia erra quando le sue conclusioni contraddicono al dogma: ma possono allearsi mediante un atto reciproco. Per parte della religione, esso sta nelle decisioni dogmatiche della Chiesa: resta che la filosofia pronunzii il suo: e forse essa non potrà progredire se non ammettendo qual postulato la coesione del finito coll'infinito, della libertà colla necessità, della creatura col creatore; invocando la fede ad attestare la permanenza del me, e dare alla verità una sanzione superiore alla filosofica.
      Al cristianesimo, la cui direzione è essenzialmente tradizionale, conferisce non poco la storia. Che se ella era stata, come alcuno definì, una vasta congiura contro la verità; se, non collocando gli uomini al loro tempo, facea piuttosto romanzi, e supponeva agli uomini e al tempo propositi che non ebbero perchè non aveano ragione di averli, e calunniava la verità nel passato per opprimerla nel presente; alcuni la revocarono a migliori uffizj, e istrutti dall'urtar in tante ruine di cose che credeansi immortali, esaminarono il vario indirizzo che via via presero il pensiero e l'attività degli uomini: col che i fatti non appajono più come fenomeni accidentali, ma sviluppo, seguito, effetto di precedenti, causa di susseguenti.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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