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      In ajuto della verità venne anche l'archeologia, frugando le catacombe, e traendone fin un'iscrizione del 71 di Cristo, affreschi del primo secolo, vasi di vetro, sculture del ii, iii, iv, musaici del iv, illustrati dal Marchi, dal Garrucci, da G. B. Rossi, che danno risposta senza replica alle negazioni di protestanti e razionalisti.
      Non saremo noi che loderemo quelli che abusano della pietà con leggende indiscrete, e con idee antiquate, servili, irose convertono la religione in istrumento di riazione. Nè malgrado questo inverecondo abuso saremo noi che condanneremo la libertà della stampa, mercè della quale ci è dato di francamente saettare coloro che la fanno detestabile e i Governi che la depravano. Una stampa gladiatoria che si sostiene col quotidiano stimolante dell'empietà e del sensualismo, in gara d'immoralità grossolane contaminando ed avvilendo gl'intelletti e i cuori, e dando una febbre di bugia e d'esagerazione la quale tratto tratto prorompe in rivoluzioni, parve essere disapprovata dalla Chiesa, ma disapprovate anche certe censure legali, che lasciano la parola soltanto all'errore e alla tirannia. Congratulandoci di aver ottenuto le libertà a cui tutta la vita aspirammo, la libertà di far il nostro dovere, di pretendere il giusto, di dire il vero a tutto nostro rischio e pericolo, gemiamo delle restrizioni che vi domandano persone ignare del giusto, ostili al vero, impaccianti il bene.
      Pio IX esortò più volte i Cattolici a ribattere colla stampa la bugia e l'immoralità sotto la guida de' proprj vescovi705. E dacchè quel che un tempo le madri, la scuola, il pulpito, oggi lo fanno unicamente gli opuscoli e i giornali, e questi, in gara di paradossi, schizzano ogni giorno il lor veleno a milioni di lettori, ogni giorno ripetendo che il papa è un brigante, i preti ingannatori e riazionarj, Cristo un romanzo; e irresistibilmente tiranneggiando deputati, ministri, popoli, sicchè non osano attaccarli nè il fisco nè la finanza, moralmente costringono gli uni a commetter l'ingiustizia, gli altri a neppur riconoscerla, e sanzionano il male col dichiararlo bene, parve un dovere l'adoprar gli stromenti dell'errore e del delitto a tutela della verità, a salvare gli avanzi del buon senso e della buona creanza.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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