Ammesso ciò, la società non ha altro scopo che di procacciarsi ricchezze, altra cupidigia che di comodi e piaceri; si riprovano gli Ordini religiosi; si limita la facoltà di far limosina; non si rispettano i giorni festivi, come ripugnanti alla pubblica economia. Perfin dalle famiglie si vuole svellere la religione, asserendo la società domestica esista solo in forza della legge civile; da questa dipendere i diritti de' genitori e specialmente quello d'istruire ed educare i figliuoli, con ciò allontanando dai giovani non ancora depravati la dottrina cattolica; e a tal uopo sottraendoli al clero, dichiarato nemico al progresso.
Altri impugnano i diritti della Chiesa e della santa sede sulle cose d'ordine esteriore, sottomettendole all'arbitrio dell'autorità civile, sino ad affermare che le leggi ecclesiastiche non obblighino in coscienza nè abbiano vigore se non siano promulgate dalla podestà civile. Per conseguenza non badano alle condanne contro le società secrete e gli usurpatori de' possessi della Chiesa; anzi dicono conforme al diritto pubblico e alla teologia che questi il Governo rivendichi; non essere la podestà ecclesiastica distinta e indipendente dalla civile; potersi negar obbedienza ai decreti della sede apostolica che non riguardino il bene generale della Chiesa, i suoi diritti e la disciplina.
Altre empie dottrine sono disseminate con libri, opuscoli, giornali avversi a verità e giustizia, fino a negare la divinità di Cristo. Pertanto i vescovi raddoppino di zelo per allontanare il gregge dai pascoli insalubri, e mostrare ai fedeli che anche la felicità terrestre dipende dalla religione; che la podestà regia è conferita non pel solo governo del mondo, ma per presidio della Chiesa, e ai principi niuna cosa può recar tanta gloria e vantaggio quanto il lasciare che la Chiesa usi delle sue leggi e della sua libertà.
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