Delle opportunità è giudice la Chiesa stessa; e se gli avversarj ne tolsero pretesto a molestarla, n'avrebbero côlto un altro o fattolo nascere. Non vedemmo anche nel Cinquecento imputarsi il papa delle inimicizie che si suscitarono a lui, o ch'erano suscitate dall'averlo abbandonato? Ben è notevole che, mentre in Francia fu proibito di pubblicare il sillabo, e condannato per abuso il vescovo che lo sostenesse, nel Belgio, nella Gran Bretagna, nell'America, in Germania fu divulgato liberamente, combattuto, difeso, senza che ne pericolasse lo Stato. E mentre i discorsi che i re pronunziano dal trono sono discussi per un momento, poi dimenticati, questa parola rimase; fu intesa dal mondo tutto, nel mondo tutto combattuta, eppure i secoli non ne cancelleranno una proposizione712.
Il sillabo non obbliga se non quei che gli credono; non adopra coazione: siete voi così illiberali da impedire a me d'avergli fede? E il papa potè pubblicarlo perchè libero: se fosse suddito poteasi impedirglielo, come vorreste voi; voi abborrenti dalla libertà, mentre dal sillabo nessuna libertà fu tolta in nessun luogo, nè rotta veruna istituzione moderna. A cotesti freddi fanatici vorremmo chiedere se la Chiesa non abbia tanto diritto di difendersi, quanto essi ne pretendono d'assalirla. Tutti i giorni baldanzeggiano oltraggi contro ad essa, al papa, a Cristo; si cospira alla Camera colla parola, alle Università coll'insegnamento, ne' giornali colla sguajataggine, nei caffè colla vulgarità, nei teatri colle rappresentazioni, colle armi fra le bande cui non può frenare nè il ministero nè il re; i Governi non indietreggiano da nessuna odiosità, da nessun ridicolo per regolamentare una Chiesa, di cui o sconoscono o rinnegano le dottrine; fomentano la diserzione del sacerdote e l'apostasia: stipendiano chi dalle cattedre impugni Dio, l'anima, la ragione; dichiari immorale il vangelo, superstizioso ogni culto, scimmia l'uomo, vera soltanto la materia, cancro della religione e della società il pontefice; sono divulgati dalla stampa e usufruttati dagli abili quanti irrompono voti sacrileghi, sentimenti atroci; è applaudito ad ogni follia che si stampi, a ogni dio che si inalzi, a ogni sètta che rinnovi il grandioso libertinaggio dell'antico gnosticismo accoppiando il burlesco e il sublime.
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