Molto meno gli esclude dalla carità, e dalla tolleranza civile che concede l'esercizio di tutti i diritti anche ai seguaci d'altra religione: in ciò la visione del diritto concorda coll'insegnamento evangelico. Il meglio d'una società considerata umanamente può richiedere si lascino praticare varj culti; ma l'impedire per ciò di considerar come religione dello Stato la cattolica, è ciò che il sillabo riprova.
A questo documento applicando le norme più ovvie della buona interpretazione, primamente bisognerà distinguere le proposizioni assolute dalle relative, potendo talvolta esser falso in tesi quel ch'è ammissibile in ipotesi. Alcuna delle proposizioni è condannata qualor si prenda come universale e assoluta. Per esempio, chi «mette come obbligatorio il principio del non intervento», condanna ogni intromissione ne' conflitti altrui, mentre il farlo no, l'accorrer nella casa del vicino quand'esso batte la moglie, il separare due che si accoltellano, il disarmare l'assassino, se anche non fossero obblighi di carità, sono regole di condotta, e questa può esser buona o cattiva, savia o imprudente.
La condanna d'una proposizione falsa non implica necessariamente l'affermazione della contraria, che potrebb'essere ella pure un errore. Il negare che un corpo sia bianco non significa che è nero. Chi dice che non è vero che in aprile piova sempre, non asserisce che faccia sempre sereno. Il non ammettere che sia identico liberale e onest'uomo, non esclude che il liberale possa essere onesto. Il sillabo appunta il dire in forma assoluta che «è permesso ricusar obbedienza ai principi legittimi»: ma non è necessaria illazione che in nessun caso ciò sia permesso.
Talune proposizioni si condannano perchè equivoche o sconfinate, e sol nel senso di chi le dice. Così alla sentenza che «la suprema sociale perfezione e il progresso civile, ætate hac nostra, esigono imperiosamente che la società umana sia costituita e governata senza tener conto della religione, senza metter divario tra la vera e la falsa», chi in tali termini si soscriverebbe? o al dire che nessuna autorità ecclesiastica o civile deve a nessun cittadino restringere la libertà illimitata (omnimoda) di manifestare e dichiarare i proprj concetti, qualunque sieno, colla voce, colla stampa o in qualsiasi altro modo?
| |
Stato
|