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      La Chiesa condanna gli abusi delle libertà politiche, e il voler di queste far la regola assoluta di condotta, come condannò le tirannie dispotiche718; ma non riprova le costituzioni, anzi le benedice col permettere vi si presti giuramento. Acconciandosi alle necessità del tempo e delle cose in cui vive, fa il ben possibile, pur reclamando il bene desiderabile; irremovibile nei dogmi, cammina colla società quando questa non ricalcitra alle idee, immutabili anch'esse, del diritto, della giustizia e dell'autorità, dell'obbedienza, del vizio, della virtù.
      Ora che la voce di libertà è in così varj toni cantata dai cortigiani della folla; che con essa ubriaca le passioni chi vuol salire in alto; salito, trovasi incapace di resistere a nuovi sopraggiunti per la via stessa, talchè trovandosi disarmato in faccia all'anarchia, dall'indipendenza disordinata non sa che rifuggire alla dittatura democratica, la quale, non potendo legittimarsi colle idee, si sorregge colla pura forza, facendone stromento di universale depressione, e sol concedendo l'arbitrio di tutto ciò che contamina il cuore e l'intelletto delle moltitudini: ora che al dominio sfrenato si surroga il dominio corrotto, togliendo ogni stima al Governo, ogni devozione all'autorità, solleticando vergognosamente gl'interessi e l'avidità di godimenti vivi, istantanei, incalzantisi; chiamando bene tutto ciò che serve, male tutto ciò che resiste, la Chiesa sola dovea considerar inerte questo conflitto della libertà che senza autorità è anarchia, e dell'autorità che senza libertà è tirannide?719
      La ragione, inorgoglita dei progressi che crede aver fatti senza la Chiesa, e che affidò ai Governi, crede bastar da sola a raggiungere qualunque verità, a governare il mondo secolarizzando la scienza, la politica, il lavoro. Pretensioni opposte ha la Chiesa, e queste esprime l'enciclica, che domanda alla ragione umana soltanto di non ribellarsi alla ragione divina; domanda ai popoli non che rimpastino i loro codici, o rineghino i principj decantati, ma solo che lascino la piena libertà del bene, che non concedano all'errore i diritti che competono alla sola verità, che non turbino colle loro ingerenze la famiglia, ultimo ricovero della libertà e dignità morale.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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