All'esame di queste e delle opinioni divergenti noi portammo scarso ingegno, ma pazienti studj, costante sincerità, e rispetto al nostro tema e ai nostri lettori. Ci proponemmo d'evitare ogni asprezza, a costo d'esser tacciati d'indifferentismo, e non lasciammo che l'amore o la collera, l'entusiasmo o l'indignazione, l'espansione o l'ironia alterassero l'imparzialità, ben diversa dall'indifferenza. Veterani della libertà, non crediamo aver detto parola che rinnegasse la vera o blandisse la falsa, o sminuisse i diritti della ragione nel pensiero o negli atti. Non in caccia di novità e di paradossi, non con audacia e abilità, ma con intento sincero e chiara esposizione rivendicammo la verità, e non abbiam fatto a fidanza colla leggerezza di un'età insofferente d'ogni ricerca laboriosa e d'ogni seria conclusione, e appagantesi al rumore di frasi, facili a spacciare perchè non richiedono nè criterio, nè fatica, nè pudore.
Lo spirito d'oggi negativo, spoglio di critica, che ai cultori della sapienza coscienziosa affigge il titolo di cappuccini; e a chi professa le dottrine di Agostino, Anselmo, Tommaso santi, di Cartesio e Leibniz, di Vico e Gerdil e Rosmini, le dottrine che ci diedero Dante e Michelangelo, il Tasso e Bramante, Palestrina e Volta, la potenza delle nostre repubbliche e la magnificenza delle nostre città, avventa la taccia d'austriacanti e di reazionarj, ci avrà derisi di occuparci in lavori da canonici, in disquisizioni di età tramontate; ma noi chiederemo perchè ne giudicherebbe altrimenti se il lavoro fosse fatto da un acattolico e contro alla Chiesa. E cattolici sono i più degli Italiani: che se il numero non accresce diritto, non deve però scemarlo.
Noi abbiamo delineato la teologia de' primi tempi, solo in quanto toccava il nostro assunto; ne vedemmo lo splendore e i traviamenti nel medioevo, poi la trasformazione col rinascimento.
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