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      Allora sorge una filosofia che presume bastar a se stessa, e considera supremo vanto l'emanciparsi dalla teologia, prendendo le mosse unicamente dall'uomo, dai sensi, dalla ragione, in conseguenza ritentando tutti i sistemi che già erano stati sperimentati prima della rivelazione.
      Il secolo xviii, sprovisto di coscienza, di sentimento storico, di passione per la verità, di rispetto per l'autorità e la tradizione, confidando senza limiti nella ragione umana, col dogmatismo negativo preparò il nostro, che doveva riuscire a uno scetticismo, assoluto eppure irrequieto. Allora proclamavasi la religione degli onesti uomini, in contrasto da una parte col Vangelo, dall'altra coll'epicureismo. Oggi si affetta l'indipendenza della vita civile, e alla religione si surroga qualche concetto di sociale egoismo. Allora con Voltaire si volgeva in burla tutto quanto ha diritto al rispetto; al miracolo davansi vulgari spiegazioni; la stella di Betlem era una delle solite comete, il passaggio dell'Eritreo una marea bassa, la morte di Lazzaro una sincope, l'acqua cangiata in vino un regalo improvisato agli sposi; Cristo non era morto, ma erasi appiattato, e Paolo l'incontrò alquanti anni dopo sulla via di Damasco; tutte le religioni erano scaltre combinazioni de' sacerdoti, propagate mediante prestigi.
      Tutto ciò era predicato da scrittori che vantavansi spiriti forti, cioè eccezionali, e che ogni objezione rigettavano col beffarla di pregiudizio. Nel XIX invece l'empietà è consentita da' savj, è attuata con sembianza d'autorità dai Governi: questi s'impiantano senza Dio, mentre gl'individui operano come Dio non fosse, e non più per lepida schermaglia degli scriventi, ma per sistema dei governanti; non per negare la tripersonalità e deridere il Vangelo, ma per iscuotersi da ogni autorità; non per sostituire al verbo divino il verbo umano, e alzare una credenza contro l'altra, ma per negarle tutte, eliminare ogni dato tradizionale, i faticosi acquisti di tanti secoli di studio sagrificando alla fatuità de' giornali o di libri che n'hanno la forma e il peso; molestare, distruggere non solo le credenze avite, ma tutte.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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