Facile è prender un nome: il difficile sta nel farselo confermare dagli altri.
Ma primo dovere dell'onest'uomo sarebbe appunto riconoscere Dio, e rispettare la società che lo accetta, nè tale potrà dirsi chi manca d'una virtù così importante com'è la religione. La coscienza! ma che è essa senza Dio? L'ha il ribaldo che assassina; l'ha il selvaggio che mangia suo padre; e solo alla luce del bene noi riconosciamo il male. L'onest'uomo trova scuse nel tempo, nel carattere proprio, nel suo temperamento; rimane fido ad un principio, ad una causa fino a quando gli anni non l'avvertano che val meglio acconciarsi colla opposta; si compiace d'essere men ribaldo del tal ladro, men turpe della tal meretrice; ma costantemente morale non riesce che il pensiero cristiano: solo il Vangelo dà sempre precetti, a cui basta la coscienza, e consigli a cui vuolsi l'eroismo.
L'odierno funesto divorzio fra la Chiesa e il secolo piantò un falso concetto d'indipendenza, per cui l'uomo non sopporta se non ciò che rileva da lui stesso, l'egoismo spegne la carità, l'abnegazione, l'umiltà, la santità; e mentre la giustizia di Dio ridusse la ragione indipendente a divenire micidiale di se stessa, innumerevoli mali fisici, intellettuali, morali intuonano quanto danno derivi dal mancare delle virtù cristiane, e quanto sia bisogno di ritornarvi.
Una delle principali è il coraggio di professar le proprie credenze senza rispetti umani; il coraggio di dirsi figli della Chiesa, conoscerla, amarla, partecipare ai suoi dolori, viver delle sue speranze; il coraggio di sventare un'accusa conosciuta falsa, o di sbugiardare un'asserzione sfacciata. Ma la paura de' giornali paralizza la penna che vorrebbe scrivere la verità per chi è degno d'ascoltarla; e vestendo di tolleranza la pusillanimità, fa tacere per non sentirsi chiamare satirico e malevolo; e a troppi va applicato quel del Decreto, che fa traditori non solo coloro che mentono, ma anche coloro che dissimulano la verità728.
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