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      «Qualunque queste cose latamente e diffusamente saper desidera, ricorra alle opere del venerabile padre maestro frate Michele, per addietro generale dell'Ordine de' frati Minori, nelle reprobazioni della prima, seconda, terza e quarta decretale: ed all'opera del maestro Francesco d'Ascoli sopra la quarta decretale: e all'opere del maestro Guglielmo Ocham sopra alla quarta decretale... ed altro le quali esse feciono, delle quali queste poche cose tratte sono: ma quivi più profondamente si trattano, et pruovasi e mostrasi la verità, e riprovasi l'eresia e la iniquità (carte 21).
      Segue un altro trattato della stessa materia;
      «In nomine Domini nostri Jesu Christi pauperis crucifixi et gloriosi sancti Francisci. Incomincia il primo motivo della quistione nata nella corte di Avignone nel tempo di papa Giovanni vigesimosecondo, della povertà di Cristo e degli Apostoli, e il processo e l'ordine d'essa medesima quistione». E narra i fatti, cominciando da frà Michele da Cesena. Son carte 62.
      Segue la spiegazione d'un'omelia di Giovanni Crisostomo, ove si rincalza sempre la pretesa eresia di papa Giovanni.
      Dello stesso argomento è un altro manuscritto, già nella Palatina, Cl. i, 6, di cui vedi Palermo i, 221.
      Contro i Fraticelli così scriveva il b. Giovanni Dalle Celle: «Voi chiamate la Chiesa carnale, perchè usa lo ricchezze, e fate male; imperocchè le ricchezze sono buone a chi le sa bene reggere e governare secondo Iddio. Cristo non solamente ebbe discepoli poveri, ma gli ebbe ricchissimi; e più fede trovò in un ricco centurione, e più umiltà che in niuno del popolo d'Israele, e che non trova sotto cotesti vostri cappucci pieni d'arroganza. E acciocchè Cristo non mostrasse di riprovare le ricchezze, volle istare in casa del ricco Zaccheo; e udendo come molto le dispensava bene, il lodò, e non gli disse che le rendesse.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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