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      E sempre egli mostrasi furibondo contro i papi, perchè difesero l'indipendenza italiana dagli Enrichi, dai Federichi, dai Carli.
     
     
      Pag. 260, lin. 25, aggiungi:
     
      Nel Vadiscus si riuniscono le tre opposizioni della letteratura, della politica, della religione, esaminando come Roma usi di questo triplo potere intellettuale, politico, religioso. Impedisce di stampar Tacito; occupa Roma, capitale dell'impero, e non soffre che l'imperatore sia re di Napoli: ha prelazioni e nomine, riserve di casi papali, indulgenze, Concilj; pure non vivit sine capite corpus, neque auferre caput necesse est: tantum inde resecare quæ vitiosa sunt. È la terra italica, l'aria romana che viziò la fede dell'unità cattolica, e in conseguenza la Chiesa. I Romani non si occupano che di passeggiare, palleggiare, amoreggiare: se pensano è per fraudare, mentire, spergiurare: i ricchi vivono del sudore de' poveri, di usura, di spogliare i Cristiani: i poveri vivono d'erba, d'aglio e cipolle. Il caro dei viveri, la perfidia, l'incostanza del cielo rendono insopportabile il soggiorno di Roma: se ne riporta cattiva coscienza, stomaco guasto, borsa vuota. In questa grande taverna, dove si trovano uomini d'ogni nazione, denari d'ogni conio, conversazioni in ogni lingua: dove non s'incontra che cortigiani, preti e scrivani: dove si vaga tra luoghi santi e luoghi sospetti e vecchie ruine: è impossibile conservar la fede nelle cose sante, la fedeltà ai giuramenti e la sanità: si lavora incessantemente a tre cose senza mai compirle: la santificazione delle anime, il restauro delle chiese, la crociata contro il Turco. Nulla vi si beffa tanto come gli esempj antichi, il pontificato di Pietro, il giudizio finale: nulla v'è creduto meno che l'immortalità dell'anima, la comunione de' santi, le pene eterne. Vecchio oro, donna giovane, messa corta, ecco i desiderj». E altrove: «No, a Roma non è la vera Chiesa.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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