Pagina (813/895)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Come? Questa cittą ove di pien giorno s'incrociano, con cardinali e frati, femine da conio e spadaccini venali; ove carri, cavalli, muli, asini minacciano schiacciarvi, sarebbe la capitale del mondo cristiano? Cotesta folla di chierici d'ogni colore e vesti, avvocati, auditori, notari, procuratori, cancellisti, tabellioni, che passa la vita a suggere il nostro sangue e sudore, e ci rincarano ogni anno il regno de' Cieli, sarebbe la Chiesa?»733
     
     
      Pag. 269, alla nota 5, premetti:
     
      Qui chalybe et duris amicitur Julius armis,
      Terribilis barba, terribilisque coma,
      Cui torvos horrore oculos frons occulit atros,
      Tartareę ignescunt cujus in ore minę.
      Fraude capit totum mercator Julius orbem,
      Vendit enim cœlum, non habet ipse tamen.
     
     
      Pag. 269, alla nota 7, soggiungi:
     
      A Croto Rubiano: De statu romano epigrammate ex urbe missa.
      Vidimus Ausonię semiruta mœnia Romę,
      Hic ubi cum sacris venditur ipse Deus.
      Ingentem, Crote, pontificem sacrumque senatum,
      Et longo proceres ordine cardineos.
      Tot scribas, vulgusque hominum nihil utile rebus,
      Quos vaga contecto purpura vestit equo,
      Tot, Crote, qui faciunt, tot qui patiuntur, et illosOrgia qui vivant cum simulant Curios,
      Romanas, neque enim Romanis, omnia luxu,
      Omniaque obscœnis plena libidinibus.
      Desine velle sacram, imprimis, Crote, visere Romam.
      Romanum invenies hic, ubi Roma, nihil.
     
     
      Pag. 270, alla nota 21, aggiungi:
     
     
      Nell'Indice de' libri proibiti č notata Epistola contra vitam monasticam ad Bernardum Mattium collegam olim suum, dell'Alciato.
     
     
     
      Pag. 271, alla nota 33, aggiungi:
     
     
      Kerker, Erasmus und sein theologischer Standpunkt, nei Theol. Quartalch. Di Tubinga 1839.
     
     
     
      Pag. 297, alla nota 19, aggiungi:
     
     
      Hutten, nel dialogo Febris prima, rinfaccia al Cajetano d'esser venuto solo a sossoprar la Germania, e fare buona vita: dorme nella porpora, mangia nell'oro; vive cosģ delicato che giudica nessun tedesco esservi che possa vantarsi di possedere un palazzo: condanna le pernici e i tordi perchč non somigliano a quelli d'Italia; fa le boccacce alla selvaggina delle foreste germaniche; trova insipido il pane; e tracannando il vin del Reno, rimpiange quello d'Italia.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantł
Utet
1866 pagine 895

   





Cieli Chiesa Julius Julius Croto Rubiano Ausonię Romę Deus Crote Crote Curios Romanis Crote Romam Roma Indice Epistola Bernardum Mattium Alciato Erasmus Standpunkt Theol Tubinga Febris Cajetano Germania Italia Reno Italia