Sui maneggi d'allora buoni indizj reca Giuseppe De Leva nella Storia documentata di Carlo V in correlazione all'Italia, che si pubblica ora a Venezia per fascicoli.
È notevole che Melantone, al congresso d'Augusta, asseriva trattarsi solo d'una leggiera dissomiglianza di riti (la confessione particolareggia il matrimonio de' preti, la messa privata, il calice ai secolari), ma i nostri capivano che la quistione era se le istituzioni ecclesiastiche fossero d'origine divina o di umana.
Pag. 381, alla nota 7, premetti:
Versi in appendice al libro di Lorenzo Humfred, Johannis Juelli Angli vita et mors. Londra 1573, ove pure si legge:
Prædicet assiduo divinum Martyra Tuscus,
Calvinumque suum Gallia in astra ferat.
(Va trasportata in questa nota la 3 del Discorso XXIX).
Pag. 399, lin. 32, in nota aggiungi:
Gl'intendimenti del Flaminio appajono da questa lettera alla signora Teodorina Sauli.
«L'affezione che porto a vostra signoria per l'amore ch'ella porta a Gesù Cristo nostro Signore mi fece scrivere quella che le scrissi. Ma se io fui presuntuoso ed arrogante, vostra signoria è tanto più umile e modesta pregandomi ch'io le insegni a edificar sopra quel fondamento che si contiene nella mia... Tre cose so per qualche esperienza che giovano sommamente alla edificazione della vita spirituale. E sono: l'orazione mentale, l'adorazione cristiana e la meditazione. Per orazione mentale intendo un desiderio fervente d'impetrare da Dio alcuna cosa: e le cose le quali principalmente dobbiamo desiderare d'impetrare da Dio sono la fede, la speranza e la carità; e perchè l'uomo può sempre desiderare, per conseguente può sempre orare, come ci esorta san Paolo che facciamo. La fede cristiana consiste nel dar credito a tutte le parole di Dio, e in particolare all'Evangelio di Cristo. L'Evangelio non è altro che la felicissima nuova, che hanno pubblicata per tutto il mondo gli apostoli, affermando che l'unigenito figliuolo di Dio vestitosi della nostra carne, ha satisfatto alla giustizia del suo eterno padre per tutti i peccati nostri.
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