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      Non può essere sano d'intelletto chi crede queste falsità, dicendoci massimamente Cristo, salvator nostro, che dove è il corpo quivi si congregano le aquile. Ma che più, Cristo adunque per molto tempo ha abbandonata la sua Chiesa, perchè, quando questa verità cattolica innanzi all'empio Lutero si credeva pertutto, se quel che si credeva non era vero, Cristo ci aveva abbandonati affatto: la qual cosa è orribile pur a pensare, dicendoci Gesù Cristo: Ecco ch'io sono con voi sino alla consumazione de' secoli. Egli è necessario (credetemi) che in questo mare torbido e tempestoso delle varie opinioni ci sia una ferma stella, alla quale si riguardi, e la quale c'indirizzi al vero cammino della strada di Dio. Questa, siccome da molti santi e dotti uomini è stato mostrato, non è, nè può esser altro che la Chiesa romana, incominciata da Pietro, in cui Cristo prima fondò la sua Chiesa, e per continua successione de' papi pervenuta intiera ai presenti tempi.
      Nè vi varrebbe contro di ciò l'allegare luoghi della Scrittura, intesi ed esposti a vostro modo, perchè sempre (quanto a me s'appartiene) mi ricorderò di quel buono e fedele consiglio d'Origene Adamanzio il quale dice: Ogni volta che qualcuno vi mostra scritture canoniche contro quel che osserva ed usa la Chiesa, alla quale consente il popolo di Cristo, par che dica proprio, Ecco, in quelle cose è la parola della verità: ma noi non gli dobbiamo credere nè partirci dalla paterna ed ecclesiastica tradizione, nè ci si convien credere, se non come la Chiesa anticamente ci ha insegnato.
      Finalmente io dico che nissuno buono si partì mai dalla Chiesa cattolica, e nissuno che se ne partisse fu mai stimato buono; di che si possono tante vere ragioni allegare, che forse non è verità in dottrina alcuna, che sia di questo vero più vera. Onde, quanto più in questa cosa ripenso, più mi trovo inviluppato nella difesa della vostra causa, e vorrei volontieri non v'amar tanto, per non sentire quel dolore ch'io sopporto ora, per cagione di questa vostra nuova calamità. Siami lecito con questo diverso, e forse non atto vocabolo, temperare quello errore che nasce dalla volontà vostra.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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