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      Item historia Catharinę Vermilię, Petri Martyris Vermilii conjugis, exhumatę, ejusque ad honestam sepulturam restitutę.
     
     
     
      Pag. 86, alla nota 4, aggiungi:
     
     
      Th. Heyer, secretario della societą di storia e archeologia di Ginevra, il 23 marzo 1854 vi lesse una nota su Galeazzo Caracciolo, ove porta le lettere direttegli ed altre testimonianze. Appare di lą che la seconda sua moglie morģ di 64 anni, il 28 aprile 1587, e lasciņ eredi l'ospedale, il collegio, la borsa francese e la italiana, oltre molti legati al Beza, a Pompeo Diodati, a G. Colladon ecc.
     
     
     
      Pag. 103, al fine, aggiungi:
     
      Celio Curione, dedicando alla regina Elisabetta le opere della Morata, mulieris pietate ac literis clarissimę monumenta, a me tamquam ejus ingenii reliquias, cui illa moriens commendavit et legavit collectas, dą a questa regina le pił smaccate e retoriche lodi. Hujus quanta fuerit eruditio: quantum, quam ardens verę religionis studium; quanta in malis adversisque rebus quę multa perpessa est patientia: quanta constantia ex his libris majestas tua facile judicabit. Ricorda d'aver egli fatto menzione della regina nel suo supplemento alle storie del Sabellico, e dedicati a re Eduardo i commenti alle Filippiche.
      La Morata tradusse dal Boccaccio la novella d'Abramo giudeo. Scrivendo a Flacio Illirico, lo ringrazia che primo abbia recato gran soccorso agli Italiani, poveri di celesti beni. Che se mai traduca in italiano qualche opuscolo tedesco di Lutero (il che farebbe alla medesima se il tedesco capisse), o se comporrą alcunchč in italiano, gioverą assai ad estirpar gli errori.
      Ad Anna d'Este principessa di Guisa manda esortazioni affinchč s'applichi allo studio delle lettere sacre: essa non aver altro bene che in ciņ. Da quando per grazia di Dio rinnegņ quell'idolatria italiana, č incredibile quanto Iddio mutasse l'animo di lei, che, mentre aborriva dalle Scritture, allora di esse sole si dilettņ, sprezzando ogni altra cosa.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantł
Utet
1866 pagine 895

   





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