Nč basta saper la storia di Cristo, che neppur il diavolo ignora, ma bisogna avere quella fede che opera per l'amore, e fa professar Cristo fra' suoi nemici. Nč martiri esisterebbero se avessero occultato la loro fede. La esorta a non temere l'avversione de' suoi, e offre mandarle libri cristiani.
Ha pure molte lettere a Celio Curione.
Pag. 108, lin. 13, aggiungi in nota:
Un nunzio, scrivendo al papa nel 1521 la comparsa di Lutero davanti all'imperatore e agli Stati, dice: «Il pazzo era entrato ridendo, et coram Cęsare girava il capo continuamente qua e lą, alto e basso: poi nel partir non parea cosģ allegro. Qui molti di quelli che lo favoreggiavano, poichč l'hanno visto, l'hanno existimato chi pazzo, chi demoniaco: molti altri santo et pieno de Spiritu Sancto; tuttavolta ha perso in ogni modo molta riputazione della opinione prima».
Pag. 112, si levino le linee 4-10.
Pag. 114, lin. 31, pongasi:
Il Vergerio era ancor laico, eppure fu fatto vescovo di Modrusc in Croazia, poi di Capodistria sua patria, dove entrņ solo nel 1545, nove anni dopo eletto, e dal suo fratello Giambattista vescovo di Pola vi ebbe in un sol giorno tutti gli ordini e l'unzione vescovile. Nella Ritrattazione descrive egli per filo e per segno la sua entrata a vescovo, la benedizione, la cresima, il battesimo d'una campana, la vestizione d'un chierico, la consacrazione della chiesa di Pirano; funzioni che allora il movevano a pietą, dappoi a scherno.
Ritiratosi alla patria ecc.
Pag. 137, alla linea 21 si aggiunga la nota
[Footnote 25: Abbiamo lettera di don Ferrante Gonzaga, che l'11 maggio 1550 scriveva a Carlo V: «E monsignor Vergerio... mentre fu cattolico fu servitore del cardinale di Mantova mio fratello, e fu mio stretto amico; poi, perseguitato da papa Paolo, oppur dallo stesso suo peccato, si ridusse fra' Grigioni.
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