Nous avons avisé (dice il re) de vous faire la plainte, pour vous faire entendre de combien nous sont odieuses telles tailles et façons de procéder a l'encontre de ceux de votre nation qui sont retirés ou a Lyon ou ailleurs en notre Royaulme: estant cette façon de faire inusitée en celuy, et que nous ni voulons aucunement permettre ni soufrir avoir lieu, pour la protection, sauvegard et recomandation en laquelle nous avons pris et mis les susdits Lucquois, leurs femmes, familles et biens, se retirant par deça.... Ce faisant autrement, nous serions contraints de chercher les voyes de vous en ressentir, et dont, pour l'amytié et affection que vous nous portons, nous serions bien marry.
Pag. 479, alla nota 7, aggiungi:
Gaberel aggiunge i Micheli. E racconta che il padre del primo Micheli che fuoruscì era gonfaloniere di Lucca, e che «nel suo testamento lasciò un attestato della fede e del coraggio suo cristiano, poichè, invece d'invocare, secondo l'uso, la Madonna e i santi, scrisse: «Rimetto l'anima mia nelle mani di Dio onnipotente, perchè sia redenta col prezioso sangue di Cristo. Prego il Signore di ricevermi nel numero de' suoi eletti, non per i meriti miei, ma per mera sua grazia». Se il notaro (soggiunge Gaberel) che raccolse questo atto l'avesse denunziato al Sant'Uffizio, il capo della famiglia Micheli avrebbe col sangue suo suggellata questa coraggiosa confessione di fede» (Vol. i, p. 481).
Possiamo assicurare il signor Gaberel che migliaja di Cattolici, allora come adesso, ripetono questa formola, senza il menomo bisogno di coraggio o alcun pericolo di martirio.
Pag. 479, lin. 39, aggiunsi
vedi il nostro Discorso XLIII.
Francesco Turrettino è contato fra' principali oratori riformati: profondo, incisivo, trovava parole che colpivano l'immaginazione e la coscienza degli uditori.
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