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      Il Bruno supponeva dovervi essere una filosofia e una teologia nuova, dacchè v'era una fisica e un'astronomia nuova, diversa da quella che suole andar congiunta con la cattolica teologia, e che si crede meglio accomodata alla pietà e semplicità cristiana.
      Grand'ammiratore de' Tedeschi, che preconizza saranno Dei, non uomini, e cultori della filosofia, esalta Lutero, nuovo Ercole che atterrò le porte adamantine dell'inferno, e penetrò nella città superando la triplice mura e i nove giri dello Stige; altrettanto vitupera il papa, e forse da ciò fu detto che fece il panegirico di Satana, che in qualche luogo chiama di fatti quel dabben uomo di diavolo.
      Il signor Berti sostiene vero il supplizio del Bruno. Pure nè dal Ciacconio, nè dal Sandini, nè da altri scrittori di storia ecclesiastica se ne parla, nè dall'Alfani o da Marco Manno nella Storia degli Anni Santi, nè dal cardinal d'Ossat, di cui si hanno le lettere di quell'anno; neppure dal martirologio de' Protestanti. L'Archivio del Vaticano contiene il processo, non la condanna e l'esecuzione.
      Al 6 dicembre 1611, frà Paolo, che pur conobbe il Bruno a Venezia, scrive al Leschasserio di due supplizj avvenuti a Roma. Uno di Guglielmo Rebaul, che abjurata la religione riformata, visse a Roma scrivendo contro ai Protestanti e al re d'Inghilterra: arrestato per avere scritto contro un ministro di Francia, gli si trovò un libro violento contro il papa, onde fu decapitato. L'abate Du Bois che avea scritto contro i Gesuiti, poi n'era stato guadagnato, domandò di poter andare a Roma e n'ebbe licenza, ma preso, fu strozzato in Campo di Fiora, adducendosi che dall'Inquisizione nessuna autorità può esimere. Et tamen sicut is non est primus, deceptus fide romana, ita nec ultimus decipiendus. Il Sarpi sparla assai dello Scioppio, e dice che vorrebbe punirsi majoribus remediis quam cartaceo igne.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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