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      Nella Semaine religieuse del 1863 a Ginevra fu pubblicato dal signor Eugenio de Buddé una Brève relation de mon voyage à Venise en septembre 1608, di Giovanni Diodati. Vi fu sollecitato da amici di colà, e massime dall'ambasciatore d'Inghilterra e da un Biondi che gli scriveva l'11 aprile 1608: «Se V. S. è disposta a venire a Venezia, ve la prego ed esorto. Questa risoluzione sarà una consolazione per voi, un potente sostegno allo spirito, e produrrà frutto per alcuno e gloria a Dio... Aspettate qualche pericolo. Dite d'andar tutt'altrove che a Venezia. Se Roma lo sapesse, potrebbe venirne qualche incaglio e scandalo: e posso dirle che il papa è informato da tutte le parti. Rivestitevi del desiderio di compiere un'opera così alta: se lo fate, spero che i semi da voi gettati produrranno un albero sì grande, che tutti potranno prosperare alla sua ombra».
      Il Diodati v'andò in gran secreto, appena ebbe compita la traduzione della Bibbia, e inviatine alquanti esemplari. Un francese Papillon, frequentando molte case patrizie, v'aveva avuto grandi speranze di stabilirvi un'assemblea, senza però che si desse alcuna confessione o promessa. Frà Paolo era «la première roue instrumentale de cette sainte affaire», ma non voleva dichiararsi coi molti gentiluomini che dipendevano affatto da lui, «se contentant de jeter dans leurs âmes quelques semences de vérité par des avis familiers, et les sermons de son disciple Fulgentio, et de saper sécrétement la doctrine et l'autorité d'un pape, ce en quoi il a extrémement été utile». Gli altri che aveano desiderio di stabilire una chiesa, vedendo frà Paolo sì ben dissimulare, perdeano confidenza. Di frà Paolo loda l'immenso sapere: «Mais ce grand et incomparable savoir est detrempé en une si scrupuleuse prudence, et si peu échauffé et aiguisé de ferveur d'esprit, quoique accompagné d'une vie très-intègre et toute exemplaire, que je ne le juge capable de donner le coup de pétard et de faire l'ouverture». Frà Fulgenzio ha più zelo, e men timore e meno scrupoli politici, più forza di corpo e facondia e gioventù, e gran reputazione come predicatore, ma è contrappesato dalla tiepidezza di frà Paolo.


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Gli eretici d'Italia
Volume Terzo
di Cesare Cantù
Utet
1866 pagine 895

   





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