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      162.
      Cuslieri, «Cucchiaio.» Appresso di questo, vi (nell’acqua) metti quanto sarebbe un cuslieri di mele, e dibatte bene ogni cosa insieme. 177. – Vedi Stecco.
      Dare. E così ne da’ tre o quattro volte o cinque, tanto che veggia che ugualmente la carta sia tinta. 16.
      Dente. Abbi un cerchio di ferro largo un dito o due, con alcun dente di sopra in forma d’una sega. 182. – Abbi questa benda, e tirala intorno intorno; posando l’orlo che non è cucito, a’ denti di questo cerchio. ivi.
      Dentello. «Pietra da brunire.» Ed è tanto soda e perfetta (l’amatito) che se ne fa priete e dentelli da brunire oro in tavola. 42. – E mettudo in su l’oro, abbi il tuo dentello, o pietra da brunire, e bruniscilo, ma tieni sotto la carta una tavoletta soda di buono legname, e ben pulita. 157.
      Diadema. Quando hai così ritrovate le diademe e i fregi, togli in uno vasellino un poca di biacca ben triata con un poca di colla temperata. 140.
      Dibusciare. «Parola che forse viene dal Debuxar degli Spagnuoli o dall’Ebaucher de’ Francesi, e significa, Schizzare, Disegnare in abbozzo, Abbozzare un disegno.» Nella pecorina (carta) tu puoi disegnare, o vero dibusciare collo stile detto, mettendo prima del detto osso, seminato isparso, e nettato con zampa di lepre, per su per la carta. 10.
      Dichiarare. «Render chiaro, detto de’ colori.» Vedi Lavorare in fresco.
      Dichiarato. E da questo (colore) temperato che gli è, ne digrada tre gradi, che poco svarii l’uno dall’altro; temperati bene.... e dichiarati sempre con biacca ben triata.


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Il libro dell'arte
o Trattato della pittura
di Cennino Cennini
Le Monnier Firenze
1859 pagine 275

   





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