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      Siate felice colla vostra conquista da palcoscenico; io cercher˛ di dimenticare, nell'amore d'un uomo generoso, un altro che non lo fu mai...
     
      Prima che Giovanni ricevesse quella lettera violenta e verbosa da amante offesa, tutta Milano parlava della fuga della contessa Gemma col suo nuovo amante.
      Quella vendetta mostruosa di passare freddamente, e per pura pazzia gelosa, da un uomo che amava ad un indifferente, finý di disgustare Giovanni; si sentý deluso, oltraggiato, diffid˛ della dignitÓ umana.
      Certo, nel suo amore per la contessa, non aveva mai posta molta idealitÓ. Aveva subito il fascino della bellezza, dell'eleganza. L'aveva conosciuta quando egli era nel completo sviluppo della sua giovent¨, dopo una vita di privazioni, e col cuore e la fantasia eccitati da un lungo amore contrariato. Aveva ceduto alle tendenze della sua etÓ, ed era stato felice ed infelice con quella donna, senza averne un alto concetto morale, curandosi appena del suo animo, del suo carattere. Era certo di non trovarsi mai nel caso di darle il suo nome, e s'appagava di trovarla bella, spiritosa, ammirata. Era un'amante che lusingava il suo amor proprio, che lo rendeva felice e lo manteneva di buon umore, senza che egli la mettesse nel suo pensiero al disopra di tutte le donne.
      E tuttavia, la sua parte di vanitÓ umana non gli avrebbe mai permesso di credere che la donna amata da lui potesse scendere tanto in basso. E quando dovette riconoscerlo, dubit˛ di tutte le donne, pur di non credere che gli era toccata appunto la peggio.


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Il tramonto d'un ideale
di Marchesa Colombi
pagine 171

   





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