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      Impaziente, nervoso, frug˛ ancora fra le carte, e tir˛ fuori le dichiarazioni mortuarie del medico, delle quali sua madre aveva serbate le copie.
      Tisi polmonare. Tubercolosi. Tisi galoppante...
      Marco s'era fatto pallidissimo, fino le labbra erano bianche. Tremava tutto, aveva le mani diaccie, ed un infinito abbattimento lo invadeva come se stesse per morire.
      - La tisi non perdona. Io pure dovr˛ andarmene come i miei fratelli. Questo pensiero si formul˛ nel cervello di Marco come una veritÓ accertata, indiscutibile. Gli pareva impossibile di non averlo saputo prima. Era alto e sottile; era magro anzi. Ecco perchŔ sua madre non gli aveva mai voluto parlare delle malattie de' suoi poveri morti.
      Gli diceva che quel discorso la rattristava troppo. Ma invece, era per non impensierir lui, che lo sfuggiva. E suo padre pure era morto prima dei ventotto anni, d'una malattia di languore, diceva la vedova. Doveva essere lo stesso male che si era riprodotto nei figli. Marco esamin˛ le dichiarazioni mediche che rimanevano, spiegazzando le carte con mano febbrile. Anche il padre era morto di tisi polmonare.
      Marco ripens˛ i bambini di sua sorella pallidi e biondi, colle manine lunghe o la vocina esile. - Cosý sarÓ tutta la nostra generazione. La mia, perchŔ quei bambini non vivranno tanto da procreare altri infelici...
      Tutti i sogni ridenti che aveva portati da Gradate erano dileguati; pareva che gli avessero steso dinanzi un velo nero fitto.
      Vedeva sŔ stesso debole, steso in una poltrona, e la sua bella sposa dimagrita, curva sulla culla d'un bimbo moribondo, in una casa malinconica.


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Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181

   





Marco Gradate Marco