Pagina (90/181)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Non osai pi¨ accostarmi. Lo vidi che dal vagone continuava a parlare con la sua ragazza ed a stringerle la mano traverso lo sportello, ed a guardarla con quegli occhioni gonfi, dove c'era tanto amore da riempiere il cuore a dieci mamme; ma non ne toccano alle povere mamme di quegli amori e di quelle occhiate lÓ. Neppure quando il treno si mise a fischiare, per dire: "Badate, si va via; affrettatevi a salutare le vostre mamme"; neppure allora pens˛ a cercarmi. Le carrozze si allontanarono adagio, adagio, poi pi¨ in fretta, pi¨ in fretta, e lui sempre fisso a guardare quella giovane, come se lo avesse messo al mondo lei; e quando il treno era tanto lontano che stava per scomparire, si vedeva ancora una cosa che sporgeva dal finestrino e s'agitava adagio, adagio, con un movimento di grande malinconia: era la testa di Michele che salutava la sua ragazza.
      - Ecco; l'uomo non Ŕ che un animale, disse il professore materialista, che, senza parere, aveva dato retta a quel discorso, e seconda gli istinti della natura.
      E la Cecchina, che non aveva capito le sue parole, disse, appunto come se rispondesse:
      - Se non fosse stato il pensiero della religione, io l'avrei strangolata quella giovane, che mi rubava il cuore di mio figlio. Ma pensavo che questa vita passa presto, e ne viene un'altra dove saremo tutti uguali, poveri e ricchi, e chi pi¨ avrÓ patito troverÓ pi¨ compenso....
      Il professore mise fuori una risatina scettica, e la Cecchina, credendo che riflessa di quanto leggeva nel libro, abbass˛ la voce e disse, parlando alla zia Giuliana:


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181

   





Michele Cecchina Cecchina Giuliana