Pagina (164/181)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Il medico aveva detto che, quando pure potesse guarire, sarebbe infermo pel resto de' suoi giorni. Intanto stava ancora assai male, e le figlie, che lo curavano tremando per la sua vita, non potevano abbandonarlo, neppure per correre presso l'altro malato di San Germano, altrettanto caro.
      Erano tutti ansiosissimi per Vincenzo. Sapevano appena dal cocchiere che aveva condotto Vicenzino, che non era morto. Il povero vecchio non faceva che disperarsi all'idea di perdere il figlio, e di lasciare le figliole nella miseria; non v'era modo di calmarlo....
      Dinanzi alla scena straziante che gli presentava quella lettera, le esitazioni di Vicenzino cessarono. Con un sospiro, che gli veniva dal fondo del cuore, gemette: "╚ necessario." E scrisse all'Elena un biglietto che le mand˛ dallo stesso contadino:
      Vincenzo Ŕ fuori di pericolo; vivrÓ, e sarÓ felice. Rassicura il babbo; non sarete nella miseria; il beneficio che Vincenzo perde lo acquisto io; rimane nella famiglia, dacchŔ tuo padre m'ha accolto come un figlio. Sar˛ io il fratello prete.
      Era la prima lettera che scriveva all'Elena; ed era per chiamarsi il fratello prete! le lagrime gli oscuravano la vista, e cadevano grosse e fitte sulla carta; eppure a lui pareva di compiere un dovere inevitabile, di fare una cosa naturale. Pensava: "Chiunque nel caso mio farebbe lo stesso." Era della creta di cui si fanno gli eroi.
     
     
     
      XIII.
     
      Quando, un'ora dopo, alla luce bianca e melanconica dell'alba, Vincenzo si svegli˛ e gli sorrise, Vicenzino era ancora pallido ed abbattuto, ma non piangeva pi¨, ed il suo volto era calmo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181

   





San Germano Vincenzo Vicenzino Vicenzino Elena Vincenzo Elena Vincenzo Vicenzino