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      L'Elena aveva l'abitudine di festeggiare le solennitÓ con qualche improvvisata la sera della vigilia per compensare Vicenzino delle maggiori fatiche che doveva sostenere in quelle circostanze. Gli suonava qualche bel pezzo di musica sacra sul pianoforte, gli faceva trovare tutta una tavola coperta di fiori, che poi disponevano insieme per la sua chiesa, dei ricami o delle trine fatte da lei per le tovaglie del suo altare. Ma no. Il domani non era che la quarta domenica di quaresima.... Cosa poteva essere quella novitÓ?
      Vicenzino entr˛ sorridendo, malgrado il suo aspetto stanco e abbattuto, come per andare incontro alla lieta novella. Ma non c'era nulla di nuovo. Soltanto la due grandi lampade del camino erano accese, e, sulla credenza, c'erano ancora delle posate, dei piatti di dolci e di frutta, delle bottiglie, come quando c'Ŕ stato un invito a pranzo.
      - Delle novitÓ questa sera? domand˛ Vicenzino all'Elena che gli era andata incontro fino alla porta.
      - O, delle grandi novitÓ...., rispose la fanciulla con un accento tutto nuovo. Egli la guard˛ come per interrogarla, e la vide colorita in volto, cogli occhi luccicanti, e con una bella rosa nei capelli.
      - Che cos'Ŕ? Cos'Ŕ stato? ╚ tornato Vincenzo? torn˛ a dire Vicenzino.
      No, non ancora. Il babbo ti dirÓ..., disse l'Elena mettendogli una sedia accanto alla poltrona del signor Dogliani. Poi se ne and˛ al pianoforte che era aperto, e si mise a suonare un minuetto, con dei pianissimo che sfumavano come un profumo lieve di viola, e degli andante che parevano scoppi di risa.


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Senz'amore
di Marchesa Colombi
Editore Alfredo Brignola
1883 pagine 181

   





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