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      Ma v’ha di più. - La massa del Sole è enorme di fronte a quella dei pianeti, e perciò la sua forza attrattiva è preponderante nell’insieme delle forze reciproche che i pianeti esercitano tra loro. Ciò non toglie però che queste forze reciproche esistano; esse avranno per effetto di perturbare il moto dei pianeti, cosicchè le loro orbite a rigore non dovrebbero essere ellittiche.
      E le cose van proprio così, e perciò la legge di Newton è esatta, e non le leggi di Keplero che aiutarono a scoprire la prima. Dalle mutue influenze dei pianeti si può dedurre la loro massa, e le perturbazioni delle orbite ne riescono completamente spiegate. Solo per Urano, quando ancora Nettuno non era stato scoperto, si notavano delle lievi perturbazioni nel moto, che la presenza degli altri cinque pianeti più interni non bastava a spiegare. Si ammise allora da Le Verrier l’esistenza di un pianeta ignoto, calcolandone la massa e la traiettoria, sulla base delle perturbazioni di Urano e della legge di Newton. Il pianeta ipotetico fu in realtà ritrovato da Galle, nel posto assegnatogli da Le Verrier. Tale scoperta è una delle più brillanti che possa vantare l’ingegno umano.
      Ma anche alla superficie terrestre l’esistenza di forze attrattive tra i corpi, richiesta dalla legge di Newton, potè essere constatata con un procedimento delicatissimo messo in opera per primo da Cavendish, e poi perfezionato da altri. Si potè così stabilire, da Boys e Poynting, che tra due corpi di un grammo-massa, alla distanza di 1 cm., si esercita la forza di 69 milionesimi di dine.


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Nozioni di Fisica per le scuole secondarie
Volume 1. Meccanica - Acustica - Cosmografia
di Orso Mario Corbino
Sandron
pagine 173

   





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