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      Debil filo, ordir pu salda rete.
      Donna Beatrice, ha i pater nostri, e mai gli dice.
      Di bugie, e d'inganno, si viue tutto l'anno.
      Del cuoio d'altri, si fan correggie larghe.
      Da Natale al fuoco, e da Pasqua al giuoco.
      Dal capo puzza il pesce.
      Dispicca l'impiccato, t'aiuter impiccare.
      Dommanda al hoste s'egli ha buon vino.
      Dio prima a se, e poi a gl'altri fece la barba.
      Doglia di moglie morta, dura fin'alla porta.
      Doue sono femine, & oche, non son parole poche.
      Di un' vitello, viene un boue.
      Dal detto al fatto, vi e un gran tratto.
      Duro con duro, non fece mai buon muro.
      Di buon seme, nasce cattiuo frutto.
      Doue il male, s'appica la sansuga.
      Doue grand'amore, iui gran dolore.
      Dolci parole, rompono l'ira.
      Dopo la tempesta, viene il bel tempo.
      Dopo c'ha tuonato, conuien che pioua.
      Doue non c' nulla, il Re non ha ragione.
      Donato morto, ristoro st male.
      Dalle cose passate, si giudican le presenti.
      Dolce viuanda, vuole salsa acerba.
      Deliberatione, non vuole consiglio.
      Dal remo al tribunale.
      Dar la farina al Diauolo, e la semola a Dio.
      Del n, con i denari si fa ita.
      De' belli anche bello l'Autunno.
      Diuieni tosto vecchio, se vuoi viuer vecchio.
      Dottor di Valentia, longa robba, e corta scientia.
      Doue comincia l'inganno, iui finisce il danno.
      De la belt, compagna la fierezza.
      Donne sauie al'impensata, e matte alla pensata.
      Doue dottrina, iui conuito.
      Doue non concetto di natura, non senso d'arte.
      Dio il vasselaio, e noi la creta.
      Della sua istessa colpa, amore scusa.
      Da autorit, la cerimonia al'atto.


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Giardino di Ricreatione
di John Florio
Appresso Thomaso Woodcock
1591 pagine 169

   





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