Pagina (35/290)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Ma che in una questione massima e difficilissima, qual Ŕ il volermi persuadere trovarsi realmente, e fuor di burle, in natura un particolare orbe celeste per le comete, mentre che Ticone non si pu˛ sviluppar nell'esplicazion della difformitÓ del moto apparente di essa cometa, la mente mia debba quietarsi e restar appagata d'un fioretto poetico, al quale non succede poi frutto veruno, questo Ŕ quello che il signor Mario rifiuta, e con ragione e con veritÓ dice che la natura non si diletta di poesie: proposizion verissima, ben che il Sarsi mostri di non la credere, e finga di non conoscer o la natura o la poesia, e di non sapere che alla poesia sono in maniera necessarie le favole e finzioni, che senza quelle non pu˛ essere; le quali bugie son poi tanto abborrite dalla natura, che non meno impossibil cosa Ŕ il ritrovarvene pur una, che il trovar tenebre nella luce. Ma tempo Ŕ ormai che vegniamo a cose di momento maggiore; per˛ legga V. S. Illustrissima quel che segue.
      8. "Venio nunc ad graviora. Tribus potissimum argumentis cometŠ locum indagandum censuit Magister meus: primum quidem, per parallaxis observationes; deinde, ex incessu eiusdem ac motu; denique, ex iis quŠ tubo optico in illo observarentur. Conatur GalilŠus singulis abrogare fidem, eaque suis momentis privare. Cum enim ostendissemus, cometam, ex variis diversorum locorum observationibus, parvam admodum passum esse aspectus diversitatem, ac propterea supra Lunam statuendum, ait ille, argumentum ex parallaxi desumptum nihil habere ponderis, nisi prius statuatur, sint ne illa quŠ observantur vera unoque loco consistentia, an vero in speciem apparentia ac vaga.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Il Saggiatore
di Galileo Galilei
Ricciardi Editore
1953 pagine 290

   





Ticone Mario Sarsi S. Illustrissima Magister GalilŠus Lunam