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      Salmoneo, se prestasi fede alla Sibilla di Virgilio, e all'inferno di lui, per essersi beffato degli uomini, ed aver voluto farla da Giove, ne rende or conto colà, ove ella lo vide nel più basso inferno.
     
      Vidi col pagare atroce fioDel suo ardir Salmoneo, ch'il tuon di Giove
      Osò imitare, e i fulmini del cielo,
      Ei baldanzoso fra le greche genti
      D'Elide per le strade irne solea.
      Su lucente quadriga, e colla destra,
      Scuotendo audace sfolgorante teda,
      Ambizioso de' Divini onori.
      Stolto, che crede colla cornea zampa
      De' volanti corsieri, e col suonanteBronzo imitar l'inimitabil fulmine,
      E l'empirea tempesta; ma dall'altoDella sua densa impenetrabil nube
      L'onnipossente Regnator già vibra,
      Non già face mortal, ch'il fumo oscura;
      Ma la folgore eterna, che d'immenso
      Turbine lo circonda, e lo precipita.
      Virg. Æn., Lib. VI. ver. 585.
     
      Ora se costui per aver fatto soltanto il folle, trovasi adesso, così ben tratto colà, io credo bene, che coloro che abusarono della religione per esser malvagi, dovranno certo trovarvi un assai peggior trattamentoI nostri sparsero in Francia un non so che di simile circa i rospi, i gigli d'oro, l'oroflamma, e le ampolle; cose(20) che comunque elle sieno, io in quanto a me non voglio ancora mettere in dubbio, giacchè nè noi, nè gli avi nostri non avemmo ancora occasione di non crederle e avvegnachè noi avemmo sempre mai de' re buoni in pace, e valorosi in guerra, i quali, ancorchè nati re, egli sembra che non sieno come gli altri dalla natura formati, ma prescelti prima di nascere dall'onnipossente Dio per la custodia e governo di questo regno.


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Discorso di Stefano della Boetie della schiavitù volontaria o il Contra uno
Etienne de la Boetie
di
1799 pagine 55

   





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