Pagina (109/131)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Questa citt posta nelle ispiagge di quella parte del monte Tauro che divisa dall'Eufrates, e riguarda i corni del gran monte Tauro per ponente. Questi corni son di tanta altura, che par che tocchino il cielo, ch nell'universo non parte terreste pi al[ta] della sua cima, e sempre quattro ore innanzi d percossa dai razzi del sole in oriente; e per l'essere lei di petra bianchissima, essa forte risplende e fa l'uffizio a questi Ermini come farebbe un bel lume di luna nel mezzo delle tenebre; e per la sua grande altura essa passa le somme altezze de' nugoli per ispazio di quattro miglia a linia retta. Questa cima veduta di gran parte dell'occidente alluminata dal sole dopo il suo tramontare insino alla terza parte della notte, ed quella che appresso di voi ne' tempi sereni abbiam gi giudicato essere una cumeta, e pare a noi nelle tenebre della notte mutarsi['n] varie figure, e quando dividersi in due o in tre parti, e quando lunga e quando corta; e questo nasce per li nuoli che ne l'orizzonte del cielo s'interpongano infra parte d'esso monte e 'l sole, e, per tagliare loro essi razzi solari, el lume del monte interrotto con vari spazi di nugoli, e per di figura variabile nel suo splendore.
     
      2. a) FIGURA DEL MONTE TAURO. Non sono, o Diodaro, da essere da te imputato di piegrizia, come le tue rampogne par che accennino, ma lo isfrenato amore, il quale ha creato il benifizio ch'io posseggo da te, quello che m'ha constretto con somma sollecitudine a cercare e con diligenzia a 'nvestigare la causa di s grande e stupente effetto; la qual cosa non sanza tempo ha potuto avere effetto.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Scritti letterari
di Leonardo da Vinci
pagine 131

   





Tauro Eufrates Tauro Ermini Diodaro