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      PerchŔ in veder la tua bella figura,
      Cascan morti, senz'altro, di paura.
     
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      Ne segue intanto Romolo Carmari,
      Cavalier di valore e di gran fama;
      Ma sfortunato, perchŔ co' danari,
      Giocando, egli ha perduto anco la dama.
      Colle pillole, date a' suoi erari(93),
      L'affetto evacu˛ l'Arpia ch'egli ama;
      TalchŔ, senz'un quattrino, ammartellato(94)
      Alla guerra ne va per disperato.
     
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      Dopo un'insegna nera, che v'Ŕ drentoCupido morto con i suoi piagnoni,
      Marciar si vede un grosso reggimentoCh'egli ha d'innumerabili Tritoni(95):
      Al cui arrivo ognun per lo spaventoSi rincantuccia ed empiesi i calzoni(96):
      E da lontano infin dugento legheS'addoppiano i serrami alle botteghe.
     
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      Or comparisce Dor´an da Grilli(97),
      Che nella guerra Ŕ cosý buon soggetto,
      Che metterebbe gli Ettori e gli Achilli,
      E quanti son di loro, in un calcetto(98).
      Scrive sonetti, canta ognor di Filli;
      E, buon compagno, piacegli il vin pretto;
      Rubato, per insegna, ha nel Casino
      Il quattro delle coppe(99), che ha il Monnino(100).
     
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      Fra Ciro(101) Serbatondi, il sir di Gello,
      Che in Pindo a Mona Clio sostiene il braccio(102);
      Egeno de' Brodetti, e Sardonello
      Vasari ch'Ŕ padron di Botinaccio,
      Conducon tanta gente, ch'Ŕ un flagello,
      Da far che le pagnotte abbiano spaccio:
      Di cui(103) (perchŔ il mestar diletta a ognuno)
      Si pigliano il comando a un dý per uno.
     
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      Di foglio(104) per impresa, un bel cartoneInsieme colla pasta egli hanno messo,
      Dei lor fantocci, i quali da Perlone
      Soglion copiare, o disegnar dal gesso.
      Nel mezzo v'han dipinto d'invenzioneL'impresa lor, nella quale hanno espresso


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Il Malmantile riacquistato
di Lorenzo Lippi (Perlone Zipoli)
Barbera Editore Firenze
1861 pagine 283

   





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