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      Resta certo di quanto era indovino,
      Che i furbi vorrian farlo Calandrino(530).
     
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      E poichč gli hanno detto che la Geva
      A lui gli manda con quel foglio apposta,
      Ma prima che da loro ei lo riceva,
      Hann'ordine d'averne la risposta(531);
      E soggiunto, che mentr'ella scriveva,
      Gettava gocciolon di questa posta(532)
      Per il trambusto grande ch'ella ha avuto,
      Come potrą sentir dal contenuto;
     
      25
      Egli č, dic'egli, un gran parabolano,
      Chi dice ch'ella ha scritto la presente;
      Quand'ella non pigliņ mai penna in mano,
      E so di certo ch'ella n'č innocente.
      Che poi tu sia la Fiore(533), che in Ugnano
      A me fu molto nota e confidente,
      E tu sia uom, a dirla in coscļenza,
      A me non pare, e nego conseguenza.
     
      26
      I buon compagni a una risposta taleGuardansi in viso; e in quel sendosi accorti
      Ch'egli hanno equivocato e fatto male,
      Restan quivi allibbiti e mezzi morti;
      Ed alle gambe avendo messo l'ale,
      Fuggon, ch'e' par che 'l diavol se gli porti,
      Con una solennissima fischiataDi Baldone e di tutta la brigata.
     
      27
      Adesso a Calagrillo me ne tornoChe va marciando al suon del suo strumento,
      Colla dolente Psiche ognor d'attorno,
      Ch'ad ogni quattro passi fa un lamento.
      Ha camminato tutto quanto il giorno,
      E domandato cento volte e centoLa via di Malmantile, e similmente
      Di Martinazza, e se v'č di presente.
     
      28
      Dą in un, ch'al fin la mette per la via,
      Con dirle che quest'orrida befana,
      Che gią d'un tozzo aveva carestiaE stava come l'erba porcellana(534),
      In oggi ha di gran soldi in sua balķaEd ha una casa come una dogana;
      E nella corte č in grado, e giunta a segno,


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Il Malmantile riacquistato
di Lorenzo Lippi (Perlone Zipoli)
Barbera Editore Firenze
1861 pagine 283

   





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