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      Resta dunque assodato che la Pedagogia come disciplina filosofica non è definibile in quanto non presenta, anzi esclude, i caratteri essenziali dell'autonomia.
      Ed allora è ovvio che non possa parlarsi di una Psicologia infantile (se pur può parlarsi addirittura di una Psicologia come disciplina filosofica autonoma e distinta) perché essa e stata svuotata del suo oggetto di studio che dovrebbe naturalmente essere la "psiche infantile": questa si risolve logicamente nella psiche umana, considerata nel suo svolgimento storico che, con una rigorosità logica straordinaria, l'accompagna e s'identifica con essa; che non possa parlarsi di una Didattica autonoma come metodologia perché essa empiricamente si risolve nelle discipline singole per la funzione educativa che esercitano, e razionalmente si risolve nell'attività originaria del pensiero in quanto mira alla formazione della concreta personalità. Resta la Morale come disciplina filosofica autonoma, che ha come oggetto di studio le azioni umane, ma essa si distrugge da sé allorché afferma che il criterio valutativo della nostra condotta e la libertà e la responsabilità umana ed allorché, divenendo sottobranca della Pedagogia, fa consistere l'educazione morale nell'affermazione di questi due principi. La libertà, non intesa come licenza e sfrenatezza, ma come responsabilità delle proprie azioni, non è infatti e non può esser diversa dall'attività originaria del pensiero in cui si risolve, perché non può esserci responsabilità, senza libertà, né libertà senza attività libera, cioè originaria del pensiero.


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La Ragione d'essere della Filosofia
di Giuseppe Mannarino
Tipogr. Abramo Catanzaro
1931 pagine 111

   





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