Pagina (4/91)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Risposero anche i clericali stessi, respingendo dal loro grembo l'autore della Morale Cattolica, troppo morale e troppo poco cattolica per essi. Il risultato di quelle polemiche fu il consueto, di riconfermare ciascuno nella propria opinione.
      III. ╚ di un grande significato il fatto che Manzoni, appena uscý dai collegi dei frati, scrisse versi frementi d'indignazione contro il papato, contro la crudeltÓ e l'aviditÓ dei chierici e contro una istituzione che nei conventi doveva aver imparato a stimare, se era virtuosamente mantenuta, quale il celibato degli ecclesiastici. Questa sua ira, che trabocca nel Trionfo della LibertÓ, non Ŕ diretta contro la base del cattolicismo, ma solamente contro l'abuso della religione fatto da' suoi ministri, come egli stesso dichiara in una nota del secondo canto. Manzoni scriveva nel 1801, quando i preti erano i pi¨ attivi cospiratori contro la libertÓ di seconda mano, calataci dalle Alpi cogli eserciti del Bonaparte; quando nel regno delle due Sicilie scorrazzavano bande di assassini guidate da preti e da cardinali; quando un parroco svelava il segreto della congiura del De Blasi a Palermo, da lui saputo in confessione(2); quando i preti suscitavano le sommosse di Pavia e di Binasco, orrendamente soffocate col sangue e cogli incendi(3). Questi fatti erano stampati in prosa e in versi, diffusi, commentati ed esagerati; e dovevano suscitare naturale orrore nell'animo adolescente e generoso d'Alessandro. Per˛ egli non si separa ancora dalla Chiesa: lo dichiara espressamente nella nota che abbiamo accennata.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Del trionfo della libertÓ
di Alessandro Manzoni
Editore Sonzogno Milano
1882 pagine 91

   





Morale Cattolica Manzoni Trionfo LibertÓ Alpi Bonaparte Sicilie De Blasi Palermo Pavia Binasco Alessandro Chiesa