Pagina (68/91)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Ma Tito Livio riferisce in diverso modo il fatto: e fa assistere bensì il padre al supplizio, ma aggiunge che mentre i figli spiravano sotto le verghe, si rivelava pur l'animo paterno: eminente patrio animo inter publicæ pœnæ ministerium. In Bruto console avea vinto la ragione del dovere, ma sanguinava il cuore di Bruto padre.
      (47) Muzio Scevola che, per liberare la patria assediata dall'etrusco Porsenna, penetrò nel campo nemico per uccidere il re; sbagliato il colpo, castigò dell'errore la mano bruciandola sull'ara, e intimorì Porsenna coll'annunciargli che trecento giovani, secondo Dionisio, e quattrocento secondo Plutarco, eran disposti a ripetere l'impresa. Questa enumerazione degli eroi romani ricorda il primo capitolo del Trionfo della fama di Petrarca.
      (48) La giovinetta Clelia, che data in ostaggio a Porsenna, fuggì passando il Tevere a nuoto. Così narra Livio; Floro dice che lo passò a cavallo, ed anzi ebbe una statua equestre sulla via Sacra. Plutarco riferisce che fece fuggire con lei altre giovinette romane. Notiamo che non poteva temere «del tiranno l'onte» perchè, secondo Silio Italico, aveva dodici anni appena.
      (49) Il poeta aveva scritto prima v'era, corresse poi in ecco. Qui si narra di Orazio Coclite, il cui fatto, secondo lo stesso Livio, avrà «più fama che fede.» Dicesi che solo si oppose all'esercito nemico sullo stretto ponte Sublicio, finchè i suoi tagliarono il ponte, ed allora gettossi a nuoto e giunse a salvamento. Polibio scrive invece che annegò nel fiume.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Del trionfo della libertà
di Alessandro Manzoni
Editore Sonzogno Milano
1882 pagine 91

   





Tito Livio Bruto Bruto Muzio Scevola Porsenna Porsenna Dionisio Plutarco Trionfo Petrarca Clelia Porsenna Tevere Livio Floro Sacra Silio Italico Orazio Coclite Livio Sublicio