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      E noi recentemente proscritti fummo testimoni di quanto siate voi (ingiustamente lo accordo) calunniati per non esservi fatti ammazzare cercando mettervi alla testa dei primi moti, procurando di dare ad essi forza colla vostra presenza e colla vostra esperienza. E per˛, volendo rispondere per tutti, oggi che la sciagura ci ha confusi con voi, volevamo far vedere ai milioni che se ne stanno incerti, che ovunque sorga un commovimento, gli esuli corrono a parteciparne la gloria e i pericoli senza aspettare che riusciti vittoriosi quei moti siano tali da non aver pi¨ bisogno della loro influenza.
      . . . . . Spero che questa mia lettera non ti offenderÓ. Per quanto contrario tu sia a quello che io faccia o mediti, io nondimeno ti stimo uno dei patrioti pi¨ benemeriti, e t'amo come un compagno, come un fratello. . . . .
      Nel frattempo di questa corrispondenza partiva da Londra per Malta e Corf¨ un altro dei martiri di Cosenza, Nicola Ricciotti, amico mio fin dal 1831.
      Ricciotti era nato col secolo in Frosinone, terra degli Stati Papali. A diciotto anni l'idea nazionale s'impossess˛ di lui, ed egli giur˛ che avrebbe speso la vita in promoverne lo sviluppo e il trionfo. Di giuramenti siffatti, io ne ho udito tanti, negli ultimi quindici anni, pronunziati da uomini ben altramente potenti d'intelletto, e poi, dopo due o tre anni di tiepidi sforzi, traditi, che le parole stesse mi suonano oggi tristissime come contenessero una profezia inesorabile di delusione. Ma egli attenne il suo giuramento: disse e fece.


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I Fratelli Bandiera
di Giuseppe Mazzini
Libreria Editrice Milanese
1944 pagine 74

   





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