Pagina (49/74)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Un altro, credo certo Cavalieri, satellite austriaco, dava avviso che due o pi¨ centinaia di sbandati s'erano affacciati a Cotrone e n'erano stati respinti, ma non distrutti, e mentre depredavano nei dintorni qualche podere di ricchi, spargevano oro fra' contadini. Altre consimili nuove stanno registrate nell'ultima lettera dei Bandiera. Le pi¨ erano assolutamente false: l'altre esageratissime.
      Gli esuli e segnatamente i fratelli Bandiera erano in Corf¨ noti, vegliati, ricinti di spie. Del loro antico disegno era corso romore fino all'orecchio dei consoli che ivi rappresentano i tirannucci d'Italia. La loro partenza ebbe luogo senza che vi fosse frapposto il menomo ostacolo; nŔ ostacolo alcuno da legni in crociera o da altro ebbe il loro sbarco in Calabria. Il console napoletano in Corf¨, stando a' meriti noti, avrebbe dovuto ricevere accuse e rimproveri di noncuranza dal suo governo. E nondimeno, con disposizione del 18 luglio, Ferdinando II volendo ricompensarne la condotta e lo zelo spiegato in quella circostanza, conferý la croce di cavaliere dell'ordine regio di Francesco I a Gregorio Balsamo, console del re in Corf¨.
      Finalmente - e questo a molti parrÓ indizio equivalente a una prova diretta - un dei ventuno, tristissimo a dirsi, tradiva(3): il Boccheciampi. Fomentatore arditissimo dell'impresa, partiva da Corf¨ recando seco alcuni documenti che rivendicavano dal governo di Napoli certi diritti concessi a un suo zio per servigi prestati appunto nelle Calabrie a' tempi dell'invasione francese.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

I Fratelli Bandiera
di Giuseppe Mazzini
Libreria Editrice Milanese
1944 pagine 74

   





Cavalieri Cotrone Bandiera Bandiera Corf¨ Italia Calabria Corf¨ Ferdinando II Francesco I Gregorio Balsamo Corf¨ Boccheciampi Corf¨ Napoli Calabrie