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      ALLA MADRE - GENOVA.
      Londra, 16 agosto 1844.
      Mia cara madre,
      Rispondo alla vostra del 3 agosto. Sono pieno di dolore per la morte dei Bandiera e de' loro compagni che, sebbene io non abbia finora notizie dirette, credo vera. Dolore non per la causa, che la perdita di pochi individui non può far retrocedere; ma per gli individui stessi ch'erano delle migliori anime ch'io abbia incontrato negli ultimi dieci anni. Quando dico incontrato, intendetemi bene; sebbene qui le Ambasciate vadano dicendo che quei giovani non pensavano che alla loro carriera finchè incontrarono me in Londra, io non li ho mai conosciuti, per la semplice ragione ch'essi non furono mai in Inghilterra; l'unico legno da guerra Austriaco che venne fu la Bellona, e Moro era il solo che vi fosse; i Bandiera erano allora in Siria, e poi a Smirne. In poche pagine ch'io consacrerò alla loro memoria, dirò fin dove io li conosceva; ma certo è che erano giovani rari. Bensì, l'ardore in essi era soverchio; e la spedizione in venti fu fatta da loro a dispetto, non solamente di me, ma dei nostri amici in Malta e Corfù. Ve ne riparlerò più dopo. Qui, un foglio, il
      Morning Herald", ministeriale di Sir J. Graham, citava l'altro giorno un frammento di lettera di Emilio Bandiera a me, mandata d'Italia, ei diceva, e intercettata da un governo italiano. In questo frammento, Emilio mi consigliava ad accettare offerte di danaro dalla Russia a patto di mettere sul trono il Duca di Lenchtenberg! Non ho bisogno di dirvi che tutto questo è falso.


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I Fratelli Bandiera
di Giuseppe Mazzini
Libreria Editrice Milanese
1944 pagine 74

   





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