Pagina (43/190)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Io in mia vita non ho veduto essercizii pi˙ virtuosi; e piacesse a Dio che, come le virt˙ delli due Andrea e Nicol˛ zii sono passate come per ereditÓ ne' nipoti, cosÝ fosse in Venezia un altro tale mezato, ove si numeravano alle volte 25 e 30 uomini di virt˙ insigni.
      In questo congresso d'uomini in virt˙ eccellenti non aveva ingresso la ceremonia, a' nostri tempi cosa affettata e superflua, che stanca il cervello de' pi˙ perspicaci e consuma vanamente tanto tempo in un mentir artifizioso e non significante per troppo significare; ma s'usava una civile e libera creanza. Era lecito a ciascuno introdurre ragionamento di qualunque cosa pi˙ gl'aggradisse, senza restrizzioni di non passare d'un proposito nell'altro; sempre per˛ di cosa pelegrina; e le disputazioni avevano per fine la cognizione della veritÓ. Rara cosa era la felicitÓ del nostro padre, che qualunque materia venisse in campo, non solo discorreva sprovistamente, ma non faceva alcuna differenza nel sostenere o nell'impugnare alla scolastica qualunque proposizione. Il che faceva con tanta facilitÓ che rendeva stupore. E nell'etÓ pi˙ matura poi, quando se gli raccordavano questi essercizii, se ne rideva, come di puerilitÓ.
      Ardevano in questi tempi le guerre civili in Francia, et aveva gusto il padre sentirne ragionare. E continu˛ quasi sin al fine della vita il gusto d'intendere lo stato del mondo, e ci˛ ch'andava succedendo; et aveva sempre come un'idea generale, che poche volte fallava nel suo giudizio, s'una nuova che si spargesse fosse vera o finta; e con tanta prudenza su le cose presenti fabricava il suo giudizio di quelle dell'avvenire, che faceva meravigliare e ricercar il suo parere com'una pronosticazione.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Vita del padre Paolo
di Fulgenzio Micanzio
pagine 190

   





Dio Andrea Nicol˛ Venezia Francia